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Editore |
Il Mulino
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Titolo |
La misura dell'uomo. Filosofia, teologia, scienza
nel dibattito antropologico in Germania (1760-1915)
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Curatori |
Massimo Mori-Stefano Poggi
Massimo
Mori insegna Storia della filosofia nell'Università di Torino. Con Il Mulino
ha pubblicato Libertà, necessità, determinismo (2001), e, in qualità
di curatore, Filosofi tedeschi a confronto (2002). Stefano Poggi insegna Storia
della filosofia nell'Università di Firenze. Con Il Mulino ha pubblicato fra
l'altro Il genio e l'unità della natura. La scienza della Germania
romantica 1790-1830 (2000). |
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Collana |
Percorsi |
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Copertina |
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Anno |
2005 |
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Pagine |
360 |
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Prezzo |
€ 28,00 |
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ISBN |
88-15-10815-7 |
Scheda
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Il problema dell'uomo è al
centro della discussione filosofica europea dei secoli XVIII e XIX. Questo
volume mette a fuoco la situazione tedesca nel periodo che va dalla seconda
metà del Settecento all'inizio del Novecento. La ricerca non ha un fulcro
unico, poiché non ha un fulcro unico il problema dell'uomo; anzi il carattere
costante della riflessione antropologica tedesca dell'epoca è la
policentricità o, meglio, la mediazione costante tra più elementi. Tale
mediazione si manifesta in primo luogo come interdisciplinarità: il tema
dell'uomo diventa il punto focale in cui si intrecciano filosofia,
psicologia, metafisica, logica, scienza della natura, teologia, con una
interdipendenza che sarà fruttuosa anche per gli sviluppi metodologici delle
singole discipline. In secondo luogo, si presenta come tentativo di trovare
una cerniera tra metodologie formali, che continuano a vedere nell'uomo
principalmente il portatore di una ragione illuministica, ed istanze
empiristiche e sperimentali, che radicano la riflessione antropologica nel
terreno dell'osservazione empirica e della scienza naturale. Indicativi di
questa tendenza sono da un lato la centralità che assume la psicologia nella
definizione delle funzioni logiche e pratiche dell'uomo e dall'altro il
consolidarsi della distinzione tra psicologia razionale e psicologia
empirica, con un costante aumento di rilevanza della seconda. Infine, la
mediazione è individuabile nel tentativo di collocare l'uomo in una posizione
che, pur inserendolo nel tessuto della realtà storica, non recida le sue
radici metafisiche e teologiche. Questa pluralità di approcci e questa
volontà di mediazione accomunano correnti di pensiero lontane tra loro nel
tempo e nell'impostazione. |