Vittorio Stella, Il giudizio dell’arte. La critica storico-estetica in Croce e nei
crociani, Macerata, Quod libet,
2005, pp. 500, euro 35,00.
L’ultimo volume di Vittorio Stella rappresenta una delle più rilevanti ricognizioni dei temi fondamentali dell’estetica crociana e post-crociana degli ultimi anni.
Tema
forse centrale della ricerca di Stella è quello della fondazione filosofica
della critica che rappresenta un aspetto originale del pensiero crociano ed
anche un riferimento logico indispensabile per comprendere la moderna filosofia
dell’arte.
Stella
percorre l’intero itinerario crociano, dai primissimi scritti fino a La Poesia , ultimo volume complessivo e
rigorosamente meditato di Croce sul tema dell’arte. Nel breve spazio di una
nota non è possibile approfondire gli aspetti teoretici dell’interpretazione di
Stella dalla quale escono convalidati dall’esercizio critico e storiografico i
principali passaggi teoretici del pensiero crociano, dall’autonomia dell’arte
all’unità delle arti, alla fondazione, appunto, della critica come giudizio
storico-estetico. Perciò è più utile segnalare al lettore che la seconda parte
del volume, Profili , ripercorre l’opera di studiosi che si
ritengono “minori” solo perché generalmente paragonati a Croce, ma che, in
realtà, nell’interpretare in modo spesso originale e qualche volta
dissenziente, il pensiero del filosofo abruzzese, hanno contribuito alla sprovincializzazione
ed alla crescita della cultura italiana ed europea.
Autori
ancora poco studiati, che pure, nel loro tempo, rappresentarono punti di
riferimento essenziali, anche polemici, del dibattito sia culturale che etico-
politico, dell’Italia repubblicana. Come i tre grandi critici Francesco Flora,
Luigi Russo e Mario Fubini o, nell’ambito della critica delle arti della
visione, Lionello Venturi e, soprattutto, Carlo Ludovico Ragghianti.
Sulle
orme di Croce, Vittorio Stella ricostruisce dunque il percorso della critica
“alta” dell’Italia contemporanea unificando, caso allo stato attuale unico, i
versanti specialistici della critica letteraria e della critica d’arte in una
sintesi intrinseca e non meramente sincretica. “Precedenti assai pregevoli, scrive
non casualmente nell’Introduzione, di
questo disegno che presumo consegua nell’esecuzione una peculiare identità,
sono per alcune parti del contenuto e per affinità di un indirizzo verso il
quale vuol porsi ulteriore, la Critica
letteraria contemporanea di Luigi Russo e il Profilo della critica d’arte di Raggianti, ai quali devo la
gratitudine di un suggerimento lontano negli anni, ma non nel senso della sua
incidenza.”
Ernesto
Paolozzi