Segnalo  l'articolo di presentazione dell' iniziativa di Forum - laboratorio on line del Margherita di Savoia (2004/2005) che compare sul sito: http://www.margheritadisavoia.na.it/ e l'articolo di avvio dell'esperienza con la prima proposta di discussione.

Anche quest'anno gli alunni della scuola potranno collegarsi al sito e prendere parte alle discussioni proposte. L'esperienza dello scorso anno scolastico, 2004/2005 ha visto una consistente ed entusiastica partecipazione.

 

 

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Primo articolo

Buone intenzioni o cattivi pensieri?  Perché questo forum-laboratorio di filosofia on line? di Ernesto Mostardi (2004).

Questa iniziativa, che prenderà l’avvio con l’anno scolastico 2004-2005, propone una didattica di laboratorio per la filosofia con l’uso delle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione. Al contempo, si propone di stimolare una riflessione critica sulle nuove tecnologie e sullo sviluppo della società dell’informazione e della comunicazione.

 

Un laboratorio di filosofia

Il laboratorio si propone di sviluppare l’abilità di “usare la filosofia”, appresa o che si sta per apprendere, per l’analisi e la comprensione critica del presente; stimolare il “fare filosofia” come capacità di attivazione di individuali processi di ricerca per affrontare e “risolvere” situazioni problematiche con l’ausilio di strumenti/modelli concettuali e metodologici propri dell’attività filosofica. L’attività di laboratorio può essere condotta sia in orario curriculare che extracurriculare.

 

Un forum laboratorio di filosofia

Il laboratorio assume il carattere di “forum”, di un confronto diretto tra gli studenti, per esaltare l’aspetto dialogico del “fare filosofia” e, quindi, per una concreta esperienza di costruzione partecipata e cooperativa di una riflessione intorno ad un tema predefinito.

 

Un forum on line

La scelta di condurre il forum-laboratorio su internet consentirà agli studenti di confrontarsi e dialogare con altri alunni di altre classi della propria scuola o di altre scuole e di provare, anche per l’apprendimento della filosofia, ad avvalersi delle tecnologie informatiche e della comunicazione per una “dilatazione” dell’apprendimento stesso e dell’interazione educativa.

 

Non solo metodologia didattica

Questa iniziativa intende creare un “ambiente” educativo nel quale gli studenti possano trovare stimolo per una riflessione critica intorno ai problemi connessi allo sviluppo della società dell’informazione. Sono trascorsi pochi giorni dalla pubblicazione di un articolo scritto dal Garante della privacy, Stefano Rodotà, che richiamava l’attenzione sulla continua intrusione nella nostra sfera privata di tecnologia elettronica che di fatto “spia” e registra ogni nostro movimento. Ma, alla necessità di difendersi dalle violazioni elettroniche e telematiche, si affianca l’esigenza di una riflessione su come garantire l’accesso per tutti ai nuovi strumenti di informazione e comunicazione, configurando una cittadinanza telematica e planetaria, e quella di una definizione di “cyberdiritti”.

 

Un forum anche per i docenti

Questo spazio è a disposizione anche degli insegnanti che intendono esprimere le proprie valutazioni sull’iniziativa, dare consigli, suggerimenti. Uno spazio di riflessione didattico-metodologica, ma anche di contenuto rispetto al tema posto al centro della discussione degli studenti.

 

 

 

 

Secondo articolo

Con questo tema prese avvio nell'a.s. 2004/05 l'esperienza di "Forum-laboratorio di filosofia on line":

Siamo tutti cyborg*? di Ernesto Mostardi

Avviamo questo forum-laboratorio di filosofia con una discussione sul cyberspazio.

Ti invitiamo a farci pervenire il tuo personale punto di vista o a segnalarci una lettura da te effettuata sull’argomento (saggio, articolo di giornale e/o rivista, romanzo cyberpunk, ecc.). Sarà bene accetto il contributo che conterrà citazioni di filosofi studiati.

In ogni caso sarà accettato ogni contributo che potrà arricchire la discussione e l’orizzonte filosofico di riferimento, qualunque sia la forma argomentativa prescelta e la sua lunghezza (aforisma, saggio breve, ecc.).

Per facilitare l’avvio della discussione riportiamo l’opinione espressa nel corso di una intervista da uno dei più importanti studiosi di mezzi di comunicazione di massa, allievo di McLuhan, Derrick de Kerckhove :

“il cyborg (...) produce un cambiamento interno all’organizzazione mentale nella persona singola, per cui il pensiero personale, mediante la pratica costante dell’interattività, si ritrova connesso al pensiero di altri. Da un ciclo cibernetico input-autput tra individuo e rete, rete e individuo, nasce un modello nuovo di pluralità. E questa pluralità non ha più niente a che vedere con le vecchie forme di collettività (...). Dalle reti nascono gruppi autorganizzati, software di collaborazione, forme che anziché collettive si possono definire ‘connettive’, perché si basano sul dialogo vivo e istantaneo che si svolge per mezzo delle reti e sulle reti. Forme aperte (questo è importante) e sempre accessibili a chiunque (...). Viene semplicemente in essere una terza forma della presenza umana. Insomma per la prima volta nella storia abbiamo una tecnica di comunicazione che, senza eliminare l’individuale e il collettivo, è capace di cambare i due nella forma del ‘connettivo’ “. (D. de Kerckhove, Intervista a cura di P. Zulino, “A chi ha paura rispondo: è un’occasione fantastica”, in Telèma, n.8, 1997)

* “ Il termine “cyborg” è la contrazione di cybernetic organism (organismo cibernetico): strane creature in parte macchina e in parte uomini, che viaggiano nell’universo a bordo di un’astronave, create dalla fantasia di Gene Roddenberry, autore di Star Trek (“Percorso stellare”), lo sceneggiato televisivo più famoso al mondo, che da oltre trent’anni viene regolarmente trasmesso. I Cyborg recentemente sono entrati nei libri di filosofia, grazie al Manifesto Cyborg (1991) di Donna Haraway, studiosa di storia della scienza nonché lettrice di Michel Foucault e attenta a creare metafore adeguate alle trasformazioni della nostra civiltà tecnologica. Ella ha allargato il concetto di cyborg, fino a comprendere tutti noi, uomini e donne della fine del XX secolo, in quanto radicalmente segnati dall’esposizione alla nuova tecnologia, come videodipendenti, portatori di pacemaker, fruitori di telefono cellulare, utilizzatori di computer e navigatori di internet”. (da Domenico Massaro, La comunicazione Filosofica, Paravia,Torino, 2002, vol.3 tomo B, p.890).