Studenti in massa alla presentazione del libro del filosofo Domenico Massaro mercoledì 21 dicembre 2005

Verità e logica: scuole di libertà

Dibattito tra filosofia e comunicazione all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici                                         Torna alla Home page

 

di

Clorinda Pescatore

 

In un momento di “oscurità spirituale”, qual è quello che viviamo, in cui tutto è  comunicazione mediatica, frenetico passaggio di informazioni, che non lasciano spazio al dialogo sereno, al confronto, alla riflessione, è quanto mai attuale la rivalutazione del pensiero critico (il critical thinking degli anglosassoni) e del ruolo della filosofia nella formazione dei giovani. Questi i cardini del tessuto narrativo del volume scritto dal prof. Domenico Massaro, Questioni di verità, logica di base per capire e farsi capire, edito dalla Liguori Editore e presentato ieri nella sede dell’Istituto italiano per gli Studi Filosofici. Alla manifestazione, organizzata dalla Società Filosofica Napoletana in collaborazione con la Società Filosofica Italiana Sezione Napoletana, ha partecipato una numerosa platea di studenti dei licei di Napoli, Portici, Minturno. Nella tavola rotonda, presieduta da Ernesto Paolozzi, sono intervenuti con l’autore i relatori Giovanni Casertano, Giuseppe Limone, Maurizio Piscitelli, Maria Teresa Sarpi, professori universitari, esperti di storia della filosofia, logica, linguistica e comunicazione: si è discusso dell’importanza che i giovani imparino ad acquisire dalla logica abilità e strumenti necessari per condurre ragionamenti corretti, evitando «i concetti confusi e le fallacie logiche». Al «pensare critico – ha sottolineato l’autore – appartiene la capacità di riportare al contesto di origine un’idea o una posizione teorica, di saperla attualizzare in modo problematico. Le persone devono essere in grado di far discendere una conclusione dalle sue premesse, di valutare gli argomenti portati a difesa di una tesi, di saper porre correttamente domande». Il dialogo non può ridursi ad un conversare senza regole, ha bisogno di solide fondamenta, del «saper argomentare», perché soltanto dal pensiero razionale può maturare il giudizio autonomo ed il pensiero libero. In questo senso la filosofia, più specificamente la logica, diviene «scuola di libertà», in quanto insegna agli uomini le modalità di acquisizione di quegli strumenti intellettuali che consentono di interpretare il senso profondo della realtà, di cogliere ad un livello più alto concetti come la giustizia, la dignità, la libertà, sui quali si discute spesso in modo superficiale. Naturalmente il discorso si è spostato da un piano storico e teoretico, imprescindibile per una struttura organica del testo, ad una dimensione etica. «L’etica – ha ricordato ancora Massaro – luogo privilegiato della riflessione sulle ragioni dell’agire responsabile, oggi risulta un bisogno profondo della nostra società». In un momento in cui la tecnologia sta trasformando profondamente la nostra vita, non sempre in modo positivo, è necessario interrogarsi sugli effetti che potrà produrre in avvenire questo «surriscaldamento elettronico», che a vantaggio di una comunicazione filtrata e distorta sta mettendo in discussione l’uomo come ente spirituale. «Il discorso sulla logica è un discorso sulla nostra vita»: dalla chiarezza di questa affermazione, con la quale l’autore ha concluso il dibattito, si comprende il senso del libro, che si presta ad una lettura pluriprospettica e che non spiega in assoluto cosa sia la verità, ma lascia aperta la strada ad una visione del mondo complessa e possibilista. La verità potrebbe essere uno spazio dove la logica della ragione si incontra con l’altro da sé, con la complessità del mondo, in un’ottica democratica che supera ogni forma di fondamentalismo e di dualismo e che considera seme fecondo la pace tra i popoli. 

         

«Napoli più», sabato 24 dicembre 2005